L’uso dei filler dermici è divenuto una pratica diffusa e apparentemente semplice, ma si tratta di un atto medico ad alta complessità biologica e tecnica. L’iniezione di materiali biocompatibili nel derma o nel tessuto sottocutaneo comporta rischi concreti se non viene eseguita da personale sanitario qualificato e formato in medicina estetica.
L’infiltrazione di filler, secondo la normativa italiana e le linee guida internazionali (ISAPS, EADV, SIME), è un atto medico che deve essere eseguito da un medico abilitato con competenze in anatomia, farmacologia e gestione delle emergenze estetiche.
l filler, pur non essendo un farmaco, è classificato come dispositivo medico impiantabile (Reg. UE 2017/745). Ciò implica che il suo utilizzo è soggetto a conoscenze specifiche riguardanti le caratteristiche chimico-fisiche del materiale iniettato, la prevedibilità di effetti collaterali e/o avversi, l’anatomia del volto umano.
Il volto umano, infatti, è una mappa vascolare complessa, ricca di varianti anatomiche individuali. La conoscenza della topografia arteriosa e venosa è cruciale per evitare complicanze come l’occlusione vascolare o l’embolia.
Un medico formato in estetica iniettiva sa riconoscere i “danger zones”: arteria angolare, infraorbitale, labiale e dorsale nasale. Sa inoltre scegliere aghi o cannule in base alla profondità del piano, alla densità del filler e alla mobilità della zona.
Quando un filler viene eseguito da personale non medico o non formato, le complicanze aumentano in modo esponenziale. Le più frequenti includono: edema e infezioni dovuti a scarsa asepsi, asimmetrie e irregolarità per errata distribuzione, noduli e granulomi da iniezione superficiale, ischemie e necrosi cutanea da ostruzione vascolare e, nei casi più gravi, cecità improvvisa per iniezione retrograda nella rete oftalmica.
Il professionista esperto dispone non solo delle conoscenze tecniche ma anche della capacità di intervenire tempestivamente in caso di complicanze. Nel caso di ischemia o sospetta ostruzione vascolare, ad esempio, deve saper sospendere immediatamente l’iniezione, massaggiare e scaldare la zona, infiltrare rapidamente ialuronidasi ad alte dosi (se filler a base di HA), somministrare corticosteroidi e antibiotici e valutare l’intervento urgente presso struttura ospedaliera.
Dal punto di vista legale, l’esecuzione di filler da parte di personale non abilitato costituisce esercizio abusivo della professione medica (art. 348 c.p.). In caso di danno estetico o funzionale, il paziente può agire per responsabilità civile e penale. Le assicurazioni professionali coprono solo operatori medici regolarmente iscritti e formati; le strutture che impiegano personale non qualificato rischiano sanzioni fino alla chiusura dell’attività.
Giova ricordare che il filler non è un semplice riempitivo, ma uno strumento biologico di modulazione tissutale.
Solo un professionista qualificato è in grado di personalizzare il piano terapeutico, integrare i filler con altre metodiche (PRP, laser, tossina botulinica), valutare la risposta del tessuto nel tempo e prevedere eventuali interazioni farmacologiche o infiammatorie. L’approccio medico integra la visione anatomica, estetica e funzionale, garantendo risultati armonici e duraturi.
Il paziente deve essere correttamente informato che ogni trattamento iniettivo comporta un rischio, anche minimo. La comunicazione chiara e il consenso informato dettagliato sono parte integrante dell’etica professionale. Il compito del medico esperto non è solo eseguire l’iniezione, ma educare il paziente a riconoscere operatori qualificati e diffidare di trattamenti low-cost o non trasparenti.
L’esperienza e la formazione specialistica sono la chiave per la sicurezza e la qualità nei trattamenti con filler. Un iniettore esperto conosce le variabili anatomiche, la farmacodinamica dei materiali e le tecniche per prevenire e trattare le complicanze. L’affidarsi a personale non qualificato espone a rischi estetici, funzionali e medici spesso irreversibili.
La medicina estetica moderna non è solo estetica, ma scienza della sicurezza e dell’equilibrio biologico.
